Non c’è due senza tri

Premessa

Ho partecipato per la prima volta al mitico Triathlon Olimpico Internazionale di Bardolino nel 2015, una delle gare di triathlon tra le più vecchie e famose, alla sua 32a edizione. Era la mia seconda esperienza su distanza olimpica e non avevo il rank, quindi partii in penultima batteria con il pettorale 1200. Non avevo mai partecipato ad una manifestazione con così tanti concorrenti e mi aveva spaventato dover condividere gli spazi esigui durante tutte le frazioni e le transizioni. Ciò nonostante avevo chiuso la gara in due ore, ventotto minuti e trentotto secondi: considerando il grande caldo di tipico di metà giugno e i 450 metri di dislivello in bici sui 40 chilometri, arrivare 413esimo e stare sotto le due ore e mezza lo ritenni un successo. Ma mi dissi: “Bardolino mai più! Troppa gente!”

L’anno successivo, nel 2016 l’organizzazione annunciò che, non potendo estendere le dimensioni della zona cambio in larghezza, l’avrebbe fatto in altezza, costruendo un soppalco: la prima zona cambio al mondo su due livelli! Non potevo perdermi questo evento che, alla sua 33a edizione, si prospettava mitico. Mi fu assegnato il pettorale 693, in quanto avevo ottenuto il rank sulla distanza, con partenza in ottava batteria e bici in zona cambio all’ombra sotto il soppalco. Tagliai il traguardo sotto un sole feroce in 02:29:07, trenta secondi in più rispetto all’anno precedente con parziali quasi identici.
Quest’anno ero indeciso se partecipare o meno a questa gara, ma mi sono lasciato convincere, non solo dalla voglia di confrontarmi con il me stesso dell’anno prima, ma anche perchè il gadget, dopo due smanicati antivento, sarebbe stato un body da triathlon della Jaked, che da solo vale i 70 euro dell’iscrizione.
In questo caso vale il detto “non c’è due senza tre”.

Preparativi

Alla sua 34esima edizione questa gara ha attratto centinaia di persone tra cui una ventina di compagni della SGM Triathlon. Una mail dell’organizzazione mi avvisa che il mio pettorale è il 474 e parto in quinta batteria, dopo le due batterie delle donne, quella degli over 60 e quella dei professionisti: in pratica sono nella prima batteria degli amatori che vanno forte! A differenza del DeeJay Tri, questa volta il mio rank è stato tenuto in considerazione.

Poiché un numero crescente di uomini sta assumendo sildenafil, la FDA è in pericolo di creare una “pillola del sildenafil” per gli uomini nella popolazione generale “.


Ci diamo appuntamento davanti alla piscina di San Giuliano Milanese, con partenza alle 8:00 in punto; io sono d’accordo con TriSi per andare in macchina con lui, come l’anno precedente. All’appuntamento ci siamo quasi tutti: Zuff, il Killer, Ale, TriSi, Pado, Tira, Corti, Giova, Cinque, Paolino, Mino, Luca, Cristian e Stefano, detto il parrucchiere, perchè in gara ci pettinava tutti, che torna a competere dopo la delicata operazione al cuore che lo ha tenuto fermo quasi due anni. Anna, Ernesto, Marchetto, Tapa e gli altri li troveremo direttamente a Bardolino.