Allora i controlli antidoping ci sono!

Lo sprint Val Tidone è stata la seconda gara di triathlon della mia vita, fatta nel 2014 e allora chiusa in 1 ora e 17 minuti e 36 secondi. Ho deciso di riprovarci quest’anno, più che altro per riprendermi il rank sulla distanza. Questa gara è organizzata abbastanza bene: prevede il nuoto nel lago artificiale creato dalla Diga del Molato, un percorso in bici abbastanza mosso su un multilap con 400 metri di dislivello e la corsa su un bastone da fare due volte, con lunghe e leggere salite che poi diventano discese sul ritorno. Della mia squadra siamo iscritti in 5 (Mago, Paolino, Ste, Beppe ed io): la sfida è innanzitutto con sè stessi, ma anche tra di noi compagni c’è voglia di primeggiare.

Strategia di gara

Questa la strategia di gara, concordata con il mio coach José Brborich:

  • partire subito forte per uscire tra i primi dalla frazione natatoria;
  • fare il primo dei tre lap in bici più controllato, menando forte sulle discese e risparmiandomi sulle salite;
  • cercare di aumentare il ritmo negli altri 2 lap in bici dopo aver imparato il tracciato e avendo capito cosa mi aspetta;
  • nella corsa, se si riesce, vorrei subito correre veloce.

Uova: una nuova visione

In questo articolo vogliamo parlare di uova, facendo alcune domande alla nostra nutrizionista sportiva Francesca Deriu.

Francesca cosa ci dici delle uova? Se ne sentono e leggono di ogni colore: il rosso dell’uovo non fa bene, massimo 2 a settimana… ci fai un po’ di chiarezza?

Certo! Le uova ormai sono state sdoganate: prima si diceva “Non più di una volta a settimana!”, perché ricche di colesterolo, ora, per fortuna non è più così. Ancora mi sento dire: “non mangio uova perché fanno male al fegato”, oppure “non mangio uova perché ho il colesterolo alto”, ma per fortuna è sempre più raro.

L’uovo è un ottimo alimento, ricco di proteine di buona qualità, ma anche vitamine importanti. Io ne consiglio fino a 6 a settimana, e limito invece i prodotti conservati o affumicati (scatolame, affettati), che sono molto più dannosi per la salute e meno nutrienti.


Colazione: impariamo a farla al meglio

Con la nostra nutrizionista sportiva Francesca Deriu affrontiamo il tema della colazione, perché iniziare la giornata con il piede giusto è di fondamentale importanza, ma spesso non diamo peso a questo pasto, lasciandoci guidare dalla pigrizia e dall’abitudine.

Francesca, parliamo di colazione: deve essere fatta sempre nello stesso modo o si deve variare?

Certo che la colazione si deve variare!
La nostra alimentazione dovrebbe essere più varia possibile per garantire la copertura dei nostri fabbisogni nutrizionali. Però a colazione tendiamo a essere più abitudinari; questo perché al mattino, appena svegli, abbiamo meno tempo per prepararci da mangiare o forse solo meno voglia di pensare a cosa mangiare. Insomma, ci sentiamo più sicuri a mangiare sempre la stessa cosa.

L’unica cosa sicura però è che la colazione è un pasto a tutti gli effetti e tutti i macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) dovrebbero essere presenti. Pertanto la quota proteica dovremmo sempre inserirla, e per noi, italiani, abituati a fare colazione con cappuccio e brioche, è davvero difficile arrivare a 20-25g di proteine di prima mattina.

 


Campione italiano

Premessa

Ho deciso di iscrivermi al Triathlon Medio di Lovere poco dopo aver terminato il mezzo ironman al Sardinia Chia Triathlon, grazie al suggerimento del Killer, il mio compagno di squadra Stefano. Mi sono lasciato ingolosire della tariffa più bassa della media sulle gare di questa distanza: 100 euro! E dal fatto che avrei potuto alloggiare nella casetta in montagna dei miei, a mezz’ora di macchina da Lovere.

Non avevo però considerato che fosse la gara di campionato italiano su distanza media e quindi con molti atleti élite, né che il tracciato in bici avesse un discreto dislivello e quindi salite toste.

Il giorno della gara

Anche se esco presto da casa e posiziono la bici in zona cambio con un discreto anticipo non riesco a fare tutto il riscaldamento pre gara come indicato dal mio Coach Josè di Triathlon Passione.
Ma almeno una nuotata nel lago per testare la temperatura (secondo le rilevazioni del giorno prima 15,8°circa!) e la pesantezza dell’acqua la voglio fare: anche se l’acqua è fredda apprezzo del lago l’assenza totale di onde e ripenso al mare incazzato che c’era al mezzo ironman di Chia. Giusto il tempo di qualche bracciata e via a fare la spunta.

Frazione nuoto

La partenza è dal lungo pontile dove man mano si accalcano gli 800 iscritti: il via della prima batteria (donne e anzianotti) viene dato con 10 minuti di ritardo. Poi tocca alla prima batteria uomini di cui faccio parte: tra i 225 concorrenti della mia batteria riesco a riconoscere il mio compagno di squadra Stefano e lo raggiungo per scambiare le ultime battute prima dello start. Fatta la spunta elettronica scelgo di allontanarmi dalla calca iniziale e percorro quasi tutto il pontile: trovo un punto libero, mi butto in acqua e parte il solito stimolo: inizio a fare la pipì e… PIIIIIII viene dato lo start!

Ma come? Così? Vabbè, via “zitto e nuota!”.