Cosa è meglio fare mentre si corre in T1?

Lo sai che se lasci (o perdi) la tua cuffia sul tragitto dall’uscita dall’acqua alla tua postazione in zona cambio puoi essere squalificato?
E se perdi gli occhialini? Bhè, devi comprarne un paio nuovo.

Come puoi evitare tutto ciò?

Ecco un trucchetto facile e comodo!
Sei appena uscito dall’acqua e, se hai seguito i nostri consigli su cosa è meglio fare uscendo dall’acqua, dovresti già aver aperto la cerniera sulla schiena della muta.

Bene, prima di iniziare a sfilare la parte alta, togliti la cuffia e occhialini e tienili in una mano.
Quindi estrai il braccio dalla manica e lascia cuffia e occhialini nella manica prima che fuoriesca la mano.
In questo modo cuffia e occhialini rimarranno al sicuro nella manica della muta!

Non dovrai più pensarci e avrai entrambe le mani libere per terminare di sfilare l’altra manica e correre liberamente verso la tua bici. Forte, no?

Quando tornerai a casa e laverai la muta ti dirai: “Ah, ecco dove avevo lasciato la cuffia e gli occhialini!
E potrai aggiungere la cuffia alle altre millemila che hai conservato da quando hai iniziato a fare triathlon.


Cosa fare mentre si sta uscendo dall’acqua?

Hai nuotato per 750, 1500, 1900 o 3800 metri, è quasi finita la frazione di nuoto e manca poco alla riva: cosa fai?


Su che caviglia metto il chip?

Ti sei mai posto il problema su quale caviglia mettere il chip?

Il regolamento Fitri non specifica dove mettere il chip, quindi in teoria una caviglia vale l’altra. Ma dovendo scegliere è meglio se metti lo strap con il chip sulla caviglia sinistra. Perché?
Perché è dal lato opposto alla catena della bici.
Se il chip fosse sulla caviglia destra potrebbe venire a contatto con la catena o la corona ed essere strappato e perso.
E addio finish line.


Come evito gli occhialini appannati?

Quante volte te lo sei chiesto: come si evitano gli occhialini appannati?
Perché qualche volta, nonostante tutti i provvedimenti, si appannano lo stesso.

Il rimedio che già conosci consiste nell’usare la saliva, leccando la parte interna delle lenti o sputandoci sopra un po’ di saliva, da frizionare leggermente con le dita per lasciare uno strato che eviti il formarsi della condensa. E infatti questo metodo funziona.
Quello che però non tutti sanno è che la procedura è inutile se le lenti sono già bagnate!
Quindi bisogna evita di bagnare gli occhialini (ad esempio sotto la doccia prima di accedere alla piscina o di immergerli in mare) perché altrimenti lo strato anti-appannamento che crea la saliva non rimane “attaccato” alle lenti.
E devi anche evitare di lavarli vigorosamente con l’acqua dopo aver spalmato la saliva, se no rimuovi la pellicola anti-appannamento.
Ma anche se sono asciutti bisogna evitare di toccare le lenti con le dita perché potrebbero lasciare uno strato di unto (soprattutto se ti sei spalmato da poco la vasellina sul collo!)
E una volta che le lenti sono unte non c’è rimedio che possa fare effetto.

Vabbè, tutto qui? Non c’è niente di nuovo?

Ok, altro consiglio: non tenere gli occhialini sulla fronte mentre aspetti lo start, meglio lasciarli sul collo, così stanno aerati e non si comincia a formare la condensa.

Ancora uno: la procedura anti-appannamento con la saliva ha una durata limitata: è inutile farla molto tempo prima di posizionare gli occhialini sugli occhi, perché se la saliva si asciuga non ha più effetto.

L’ultimo: se, nonostante tutto, mentre stai nuotando gli occhialini si sono appannati, ormai dovresti aver capito che riprovare il trattamento con la saliva non serve più, tanto più che stai nuotando in acque libere e sei in gara. Quindi come soluzione in estremis, lascia entrare un po’ d’acqua negli occhialini; con il normale movimento della testa durante il nuoto l’acqua passa avanti e indietro sulle lenti e rimuove la condensa. Dovrai solo sopportare un po’ di fastidio di acqua sugli occhi… ma sei un triatleta e sai cos’è la sofferenza: ecco, è ben altro!


Quell’irrefrenabile voglia di dolce

Chiediamo alla nostra coach nutrizionale Francesca Deriu di farci capire a cosa è dovuta quell’irrefrenabile voglia di dolce che a molti viene e che non si riesce a placare.

Io spesso vengo assalito da una voglia di dolce alla fine di un pasto (tendenzialmente dopo la cena).

Sento la necessità di “chiudere” la cena con qualcosa di sfizioso, ma che ovviamente fa male: fetta di torta, gelato, biscotti, plum cake, wafer, etc.

La voglia di dolce può dipendere da tante cose. Spesso ha voglia di dolce chi mangia tanti dolci, e questo per via dei continui sbalzi glicemici, che portano il nostro cervello a cercare dolci in continuazione.

Poi c’è chi, invece, mangia poco durante il giorno, chi salta la colazione o il pranzo, e non soddisfando il proprio fabbisogno energetico, si ritrova alla sera con una gran voglia di zuccheri.


Un anno in più, cinque secondi in meno

Premessa

Per il secondo anno Radio DeeJay organizza il DeeJay Tri un triathlon all’Idroscalo di Milano, ma questa volta fa le cose in grande, con due giornate all’insegna del triathlon: ben 4 gare a disposizione tra cui scegliere! Olimpico e Super Sprint il sabato, Sprint e Kids la domenica.
Io opto per lo Sprint, indetta come gara sociale della SGM Triathlon e distanza su cui mi voglio di nuovo testare a distanza di un anno: il Deejay Tri 2017 mi era piaciuto parecchio. E poi è da un po’ che non provo la distanza corta, tant’è che non ho più il rank sullo sprint.

La settimana della gara

Questa è una settimana “di carico” in preparazione al mio prossimo mezzo ironman a Lovere: da una parte voglio allenarmi tanto, dall’altra ho paura di arrivare troppo affaticato al DeeJay Tri. Anche se non è una gara obiettivo, vorrei farla meglio dell’anno precedente.

Venerdì in piscina decido di eseguire l’allenamento di nuoto Swim Workout Military, ma nell’ultima serie “marines” mi scivola il piede sul bordo nell’uscire dalla vasca e una scossa attraversa un tendine del ginocchio destro. Nuoto il defaticamento finale senza dolore, ma appena esco e cammino il fastidio è evidente: mi fa zoppicare.
Trattamenti con crema all’arnica non servono a molto e il ginocchio fa male durante la notte, facendomi svegliare spesso.

Ho paura che peggiori, quindi Sabato decido per il riposo totale.

II giorno del DeeJay Tri

Domenica mattina mi trovo con Petaz e insieme andiamo dal nostro paesello fino all’Idroscalo in bici: 10 km di chiacchiere e nessun dolore nel pedalare, evvai!
Prima di lasciare la bici in zona cambio vorrei fare un riscaldamento pre-gara come mi ha insegnato il mio attuale coach José Brbrorich, ma il tempo stringe quindi mi concedo solo 5 minuti di corsa sempre per testare il ginocchio: nessun dolore nel correre, evvai!
Dopo aver posizionato la bici in zona cambio e indossato la mia muta Volare V3  faccio giusto in tempo a buttarmi nell’Idroscalo e nuotare fino alla prima boa come riscaldamento/ambientamento, andata piano, ritorno energico: nessun dolore, evvai!
Non ho il rank sulla distanza sprint, quindi cuffia verde, penultima batteria con start a 25 minuti dai primi.

Frazione nuoto

Partenza dall’acqua, mi posiziono in prima fila, non troppo al centro, con l’obiettivo di filare via senza intralci: parto subito forte e alla prima boa sono terzo! Fatico un po’ per agganciarmi ai due davanti, ma ne vale la pena perché mi metto in scia e riesco a tenere il loro ritmo; sul fondo troviamo anche la catenaria che è una bella guida da seguire. Prima della seconda boa cominciamo a raggiungere concorrenti della precedente batteria con cuffie blu che mi costringono ad un po’ di slalom, passo la terza boa e non vedo più cuffie verdi, solo blu. Quarta ed ultima boa, accendo il motore con una bella gambata e via verso il gonfiabile dell’uscita; spuntano le altre cuffie verdi: una sola davanti a me! Metto in pratica i suggerimenti VunDuTricks su come uscire dall’acqua in una gara di triathlon e quando metto piede a terra sono secondo, dopo circa 12 minuti!
Corro verso la bici, un po’ lento e rintronato e premo lap sul Garmin solo all’ingresso della zona cambio.