Da top model a top runner

Si legge tutto d’un fiato.

Questo libro è l’auto biografia di Michele Graglia, bellissimo modello italiano che, dopo aver vissuto qualche anno facendo la bella vita all’insegna di sesso, droga e rock’n’roll si rende conto di essere diventato parte di un mondo finto e vuoto. Quando inizia la ricerca di se stesso ritrova la passione per la corsa, abbandonata in adolescenza dopo anni di atletica; ma da adulti la pista è troppo piccola e noiosa, meglio allungare le distanze e gli orizzonti, cercando obiettivi sempre più sfidanti, scartando da subito la maratona, che è per tutti, provando subito una gara di 100 chilometri. Perchè se no non sarebbe “ultra”. E Michele vuole scoprire cosa c’è oltre.

Tra storie di vita vissuta, racconti di gare, sfide impossibili, insuccessi e vittorie questo libro mi ha portato ad apprezzare, rispettare ed ammirare un ragazzo che nei primi capitoli ho invidiato, disprezzato e criticato.


Una vita di corsa, una vita per la corsa

Correre è la mia vita è un diario intenso e dettagliato che elenca l’infinità di gare cui ha partecipato lo straordinario Giorgio Calcaterra, che ha dedicato l’intera vita solo alla corsa. In tutti i suoi anni di carriera ha preso il via indistintamente alle 5 chilometri fino a ultra-maratone di 100 chilometri, con una media di 30 maratone all’anno, quasi tutte sotto le 2h30m.

Non contano solo le Olimpiadi o le medaglie, conta la sfida con se stessi e il volersi mettere alla prova sempre e comunque.
[G. Calcaterra]

Pur non essendo un atleta professionista si è trovato di diritto nella nazionale italiana di ultra, vincendo più di un campionato mondiale sui 100 chilometri e arrivando sempre primo dal 2006 ad oggi alla mitica 100 chilometri del Passatore, da Firenze a Faenza.
In questo libro, ripercorrendo le sue imprese, non perde occasione per dichiarare la sua guerra al doping, con feroci critiche verso gli atleti che facendo uso di EPO hanno tagliato il traguardo prima di lui e di altri, rubando il podio e i premi.

“Preferisco arrivare ultimo che non tagliare il traguardo”
[G. Calcaterra]


Leggi questo libro e cambierai il tuo modo di correre

È il libro che tutti i runner dovrebbero leggere, secondo il mio parere molto più de “L’arte di correre” di Murakami. Born to run è una via di mezzo tra un romanzo ed un lungo articolo giornalistico, è il racconto di un viaggio alla ricerca di un mitologico popolo di corridori messicani, con svariate digressioni sul mondo delle ultra-maratone e dei personaggi che gravitano attorno a queste gare al limite delle possibilità umane. Il tutto atto a dimostrare che l’essere umano è nato per correre, meglio se scalzo o, al massimo, con dei sandali.

Se pensi di non essere nato per correre, non stai rinnegando solo la tua storia. Stai rinnegando ciò che sei.

Tra interviste e ricerche, il giornalista runner Christopher McDougall, fornisce tantissimi dati scientifici e consigli tecnici, sulla corsa e sull’alimentazione, in particolare dopo la scoperta del popolo dei Tarahumara che riesce a scovare nelle asperità delle montagne messicane, irraggiungibili se non a piedi. Instaura con loro un rapporto di fiducia e rispetto, al punto di riuscire ad organizzare una gara proprio tra i loro sentieri invitando alcuni tra i più straordinari ultra-maratoneti americani.

Born to run ha cambiato il mio punto di vista sulla corsa, arrivando al punto di voler modificare il modo di correre e di alimentarmi: ad esempio ho cercato di spostare l’appoggio dal tallone all’avampiede, usando scarpe meno ammortizzate e ricercando uno stile di corsa cosiddetto “natural”, fino ad adottare per alcune corse ed allenamenti i Luna Sandals, come i Tarahumara.
Ho scoperto i semi di chia, che fino a qualche anno fa trovavo solo in erboristeria, e mi preparo regolarmente l’iskiate, la bevanda energetica con i semi di chia e limone.